Alberto Patrucco - Segni (e) particolari

SEGNI (e) PARTICOLARI

Alberto Patrucco e Andrea Miro’, con la complicità di tre musicisti, presentano il frutto di un appassionante lavoro durato quasi due anni. Un recital coinvolgente e graffiante privo di retorica e tormentoni, nel quale ironia, musica e riflessione, per una volta, sono padrone di casa insieme alle parole e alle melodie di Georges Brassens, il più raffinato cantautore francese del secolo scorso, un artista unico, dotato di genialità senza eguali.

Un incontro tra canzone d’autore e comicità, tra satira parlata e satira cantata, senza che una dimensione prevarichi l’altra, sul filo di emozioni da anni dimenticate che si colorisce qua e là di suoni e poesia.

Niente celebrazioni brassensiane, bensì l’idea di unire, seppure in epoche storiche diverse, sensibilità tanto affini; punti di vista che coesistono in perfetta armonia, proprio grazie al tessuto connettivo della musica.

Uno spettacolo particolare che, neanche a dirlo, lascia il segno.

Daniele Caldarini (Pianoforte e Tastiere)
Silvio Centamore (Percussioni)
Francesco Gaffuri (Contrabbasso e Basso Elettrico)

Disegno luci di Mauro Fontana
Scritto da Alberto Patrucco e Antonio Voceri
Musiche di Georges Brassens
Arrangiamenti e Direzione Musicale: Daniele Caldarini e Andrea Miro’

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BIO

Chi conosce questo comico anticonformista, sa come si presenta in palcoscenico: semplicemente con la sua faccia e la sua verve. Classe 1957, abito di scena scuro, in omaggio alla scuola minimalista che imponeva massima attenzione alle mani e al volto.
Voce profonda, almeno quanto i temi che affronta con apparente leggerezza, rifugge ai travestimenti e ai lazzi pseudoclauneschi. Non vuole trasmettere messaggi, dice e ripete che non ha niente da insegnare a nessuno e, addirittura, afferma di non sapere di preciso ciò che vuole. E non gliene importa niente. Perché, di sicuro, sa ciò che non vuole.
Non vuole riproporre in teatro direttamente a contatto con il pubblico (come oggi sempre più spesso sembra accadere), i tempi e i modi della televisione. Dove contano i minuti e i secondi e dove gli spettatori, ossia coloro che effettivamente assistono in prima persona alla trasmissione televisiva, perdono la spontaneità, perché da guardatori si sentono guardati.
È Alberto Patrucco, attore comico di prima grandezza, ben noto alle platee italiane per il suo incontenibile eloquio, fondato sull’innata capacità di plasmare il linguaggio e i fatti. Nelle mani di Alberto Patrucco, le parole si trasformano in clava o fioretto, secondo le esigenze del monologo. Niente travestimenti e non sense, nulla di demenziale o farsesco. La comicità di Patrucco attinge e si alimenta dall’infinito serbatoio della realtà. Gli accadimenti sono quindi modificati e restituiti al pubblico privi di qualsiasi indulgenza all’imparzialità.
Con una sua personalissima strategia discorsiva, Patrucco, tratta un argomento, lo rivolta, creando vivissima attesa, per giungere, con arguzia e irresistibile comicità, ad inaspettate conclusioni.
Se il mondo del cabaret, di questi tempi, declina inesorabilmente, da un lato verso la macchietta e la parodia, dall’altro verso uno stile che si avvicina di molto al comizio, Patrucco si allontana da tutto questo.
Niente gag di basso cabotaggio o profetiche verità. Nei testi che scrive e recita anche in televisione, c’è sempre il filo di un ragionamento che, dopo e al di là dell’effetto comico, fa meditare. Alberto Patrucco, come pubblico e critica testimoniano, è oggi uno degli attori comici più completi e rappresentativi del nostro cabaret. Ciò che offre è un’angolazione, un punto di vista, un’intuizione. Il pubblico, potrà farne ciò che vuole.

LE ORIGINI – LA FORMAZIONE (1976 – 2000)
Alberto Patrucco si avvicina al mondo artistico attraverso la musica. Suona il pianoforte dall’età di nove anni, poi, come spesso accade, si innamora della chitarra, strumento più agile e teatrale. Questa formazione, la conoscenza del ritmo e della musicalità, avrà un peso determinante nella costruzione del suo modo di fare teatro e dei suoi monologhi.
Debutta ufficialmente nel 1976 al “Teatro Cabaret La Bullona” a Milano. Entra in contatto con il mondo del cabaret e assimila l’etica e il modo di intendere e fare spettacolo di quegli anni.
La proposta artistica di Patrucco è semplice e in linea coi tempi: monologhi e ballate, eseguite al pianoforte o alla chitarra, per raccontare storie con parole e canzoni originali, per lo più umoristiche.
Tra la fine degli anni Settanta e gli inizi degli anni Ottanta, inizia un’intensa attività in molti locali milanesi e affronta, nelle allora nascenti tivù private, le prime esperienze televisive (in particolare, su “Antenna Nord” – l’attuale “Italia 1”, allora di proprietà dell’editore Rusconi – conduce “DEDICOMANIA”, un programma comico ispirato dal vivace mondo delle radio libere).
Con il boom commerciale del cabaret, sulla scia della fortunata trasmissione “DRIVE IN”, Patrucco, grazie alle sue grandi doti dimostrate sul palco ed al proliferare di agenzie di spettacolo, allarga il suo raggio d’azione in tutta Italia. Dal 1980 al 1990 propone una serie di spettacoli che a buon diritto entrano nella storia di questo genere.
Abbandonata la musica, per un decennio sperimenta e approfondisce il monologo satirico puro, sviluppando uno stile personale e inconfondibile, riprendendo le canzoni solo in qualche occasione. Sono di quegli anni gli spettacoli: “GIRA LA TERRA GIRA”, “SUPERFLUOMANIA”, “KITSCH BOOM”, “PESI MASSIMI” e “CONTROMANO”.

L’ESPERIENZA TELEVISIVA E IL “PESSIMISMO COMICO” (2000 – 2006)
A partire dal 2000, Patrucco inizia un rapporto costante con la televisione passando, prima attraverso “ZELIG”, per approdare poi alla trasmissione “COLORADO CAFÉ” e diventando un personaggio di punta richiesto come ospite anche in altre trasmissioni nazionali (“FUNARI NEWS”, “BALLARÒ”…)
È in questo periodo che elabora l’argomento centrale del suo cabaret, ovvero, l’originale tesi del “PESSIMISMO COMICO” che prenderà vita attraverso tappe precise e ben delineate:
• Dal 2000 al 2005 elabora “TEMPI BASTARDI” (libro MONDADORI e spettacolo)
• Nel 2005, in qualità di “tappabuchi”, prende parte alla Trentesima Rassegna della Canzone d’Autore organizzata dal Club Tenco e trasmessa da rai due.
• Dal 2006 “VEDO BUIO!” (libro MONDADORI e spettacolo)

MONOLOGHI E CANZONI (DAL 2007)
A partire dal 2007, riprende il discorso musicale interrotto anni addietro. Col consenso degli eredi, inizia ad adattare e interpretare alcune opere di Georges Brassens mai tradotte in italiano. Torna a cantare e dà vita a “sotto spirito”, uno spettacolo comico inusuale: un incontro tra satira parlata e satira cantata.
• Dall’ottobre 2007 al febbraio 2009, scrive per emme il settimanale satirico diretto da Sergio Staino.
• Nel 2008, “CHI NON LA PENSA COME NOI – Alberto Patrucco interpreta Georges Brassens” (cd EDEL).
• Dal 2009 al 2011, “Chi non la pensa come noi” – Comicità & Canzoni (spettacolo)
• Nel 2010, “NECROLOGICA – Un libro lapidario” (libro FOSCHI EDITORE), una moderna “Antologia di Spoon River”, arricchita dalle illustrazioni di Sergio Staino e un raffinato cd musicale.
• Dal 2012 al 2013, “Molestia @ parte” – Comicità e Musica d’Autore (spettacolo)
• Nel 2014, “SEGNI (E) PARTICOLARI” – Alberto Patrucco e Andrea Miro’ (con la partecipazione di Ale e Franz, Eugenio Finardi, Ricky Gianco, Enzo Iacchetti ed Enrico Ruggeri) cantano Georges Brassens. Tredici nuove traduzioni, frutto dell’emozionante percorso compiuto tra le parole e la musica del più raffinato cantautore francese del secolo scorso. (cd ANIWAY – SONY MUSIC).
• Dal 2014, “Segni e particolari” (spettacolo). Con Andrea Miro’. Direzione musicale di Daniele Caldarini.

Dal 2002 l’impegno creativo, motore degli spettacoli dal vivo, delle pubblicazioni e dei monologhi televisivi, è condiviso con Antonio Voceri.
Nel 2005, gli viene assegnato il “PREMIO CHARLOT (Cabaret con la K)”. Nel 2007, il “PREMIO WALTER CHIARI”, il “PREMIO SATIROFFIDA” e il “DELFINO D’ORO”. E, nel 2010, il “PREMIO PAOLO BORSELLINO per l’impegno culturale”.
Tutta l’opera di Alberto Patrucco si può considerare come un gigantesco work in progress che ruota attorno alla spiazzante tematica del “pessimismo comico”.
L’autore è alla perenne ricerca della singolare normalizzazione di questo tema che racchiude la sua visione del mondo.
Sul palcoscenico e nei suoi libri Patrucco sviscera la realtà rivoltandola e trovando gli amari ed esilaranti lati comici.
Patrucco si caratterizza per un accostamento corretto alle varie forme di comunicazione che si trova ad affrontare. La scrittura rimane l’elemento centrale del discorso artistico, il punto di partenza: il contenuto comico è più importante dell’effetto esilarante.


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